Commemorazione del Sessantesimo anniversario del disastro del Vajont in Aula a Trieste
“60 anni fa, il 9 Ottobre 1963 alle 22:39, il mondo assistette impotente mentre la natura si ribellava, piegando tutta la vanità, l’arroganza e la cupidigia umana. Una gigantesca frana, composta da 270 milioni di metri cubi di terra, si staccò dal monte Tóc e precipitò nel lago artificiale creato dalla diga del Vajont. Ciò scatenò un’onda tricuspide che superò di 250 metri l’altezza della Diga a doppio arco piu alta che il mondo aveva conosciuto. In quell’istante fatale, 2000 persone, tra cui 400 bambini, furono condannate all’oblio.
Nel febbraio 2008, durante l’Anno Internazionale del Pianeta Terra, dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si discusse l’importanza della comprensione accurata delle Scienze della Terra. Il disastro del Vajont venne citato, come un esempio emblematico di “disastro evitabile”.
Oggi, in seguito al disastro del Vajont, gli stati hanno adottato legislazioni significativamente più severe e rigorose per la realizzazione delle grandi opere umane. Il minuto di silenzio che chiedo a questa assemblea serve, a distanza di 60 anni, per commemorare coloro che persero la vita in quella tragedia, e rappresenta un simbolo tangibile della nostra determinazione affinché simili eventi non si ripetano mai più.”
Mirko Martini
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